Il ridimensionamento di Genoa e Fiorentina

Fiorentina e Genoa hanno viaggiato su binari quasi paralleli nell'ultimo decennio, attraversando momenti senz'altro difficili e altri esaltanti.
Società con un passato glorioso alle spalle, fatto di epopee leggendarie, campioni transitati o cresciuti qui, allenatori che qui si sono consacrati (basti pensare in tempi recenti agli eclatanti casi dell'ex genoano Gasperini, passato all'Inter e del neo ct azzurro Prandelli, che a Firenze ha vissuto gli anni migliori di carriera).

Negli ultimi anni poi il legame è diventato a doppio filo, con episodi spiacevoli (corruzioni, penalità, retrocessioni a tavolino, persino il fallimento), ed altri emozionanti, coincisi con delle nuove dirigenze che hanno saputo rinverdire antichi fasti, riportando le due compagini dalle serie inferiori ai piani alti della Serie A.

Poi, incredibile, quasi inaspettata, c'è stata una nuova parziale inversione di rotta attuata da Preziosi, così come dai Della Valle all'insegna di un palese ridimensionamento degli investimenti e dei quadri tecnici.

L'anno scorso, infatti, il giocattolo (restando in tema con il presidente del Genoa) si è inceppato, per la prima volta dopo anni di affari in serie (da Milito a Thiago Motta, da Criscito a Sculli) e di buoni piazzamenti, conditi da prestazioni spesso sontuose, si è intravisto qualche crepa nell'equilibrio generale della squadra. Cambi di allenatore, squadra rivoluzionata a metà stagione e campionato all'insegna dell'anonimato, pur con qualche guizzo isolato.
Peggio ancora è andata alla Fiorentina, che da terribile outsider e potenziale antagonista delle grandi, si è ritrovata di punto in bianco alle prese con un organico da metà classifica, privata di elementi chiave per le ragioni più svariate (una lunga sequenza di infortuni, squalifiche, incomprensioni).

Una stagione difficilmente decifrabile, all'interno di un livellamento verso il basso.
Il rampante tecnico Mihaijlovic ha cercato in tutti i modi di scuotere la squadra da torpori inediti a queste latitudini ma ben poco ha potuto fare: scarsa personalità di molti interpreti e poca propensione alla sana lotta contro avversari spesso avvelenati.

Quest'anno regna ancora di più l'austherity. A Genova è arrivato Malesani che è reduce da stagioni che dire complicate è ancora poco. A lui Preziosi ha consegnato una squadra di carneadi, di promesse tutte da verificare, con alcuni giocatori rimasti giocoforza tra i ranghi, più per mancanza di richieste adeguate che altro (vedi il deludente Veloso, su cui parrebbe miracoloso tentarne un rilancio).

Anche la Fiorentina sta smobilitando: via Mutu, diventato quasi una palla al piede ma pur sempre uno di quelli che sapeva fare la differenza, via Donadel che ha tirato a lungo la carretta, via persino Santana che, se sta bene, è un fantasista che può accendere la gara in ogni momento. Epurati alcuni giocatori storici, dall'ormai ex capitano Montolivo a bomber Gilardino, su cui è lecito attendere cospicue offerte per rimpinguare almeno le casse societarie, via forse Cerci e Vargas.
Si spera sul rilancio dello sfortunatissimo Jovetic, un potenziale campione, su cui pende però minaccioso l'interesse del Napoli.

Che stagione si profilerà per le due squadre? All'insegna della mediocrità oppure sapranno stupire tutti con la voglia di emergere di molti protagonisti?

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2 risposte a “Il ridimensionamento di Genoa e Fiorentina

  1. Sono ottimista.
    Nonostante una partenza decisamente al di sotto delle aspettative, sono del parere che molti giocatori sapranno ritrovare la forma migliore e nel più breve tempo possibile. A quel punto la squadra inizierà a dimostrare tutto il suo valore. C'é solo da augurarsi una rapida ripresa o, in caso di amaraggio, che la società abbia già pronto, come credo, un piano d'emergenza per gennaio.
    In quest'ultimo caso, vorrà dire che anche quest'anno saremmo arrivati a Roma…senza riuscire a vedere il Papa.

  2. ciao HOMBRA.. sì, in effetti io scrissi l'articolo in luglio quando ancora gli scenari sembravano altamente negativi per le due squadre. Devo dire che, se il Genoa non mi convince molto a livello di continuità di rendimento (e purtroppo la carriera di Malesani ne è una palese testimonianza diretta), la Fiorentina al contrario mi stuzzica molto, specie ora che sembra definitivamente esploso il talento di Alessio Cerci, che meriterebbe eccome di stare in Nazionale. Poi attorno a un ritrovato Jovetic, un fuoriclasse, ruotano giocatori promettenti o molto esperti a livello di serie A come Gilardino, Vargas o Behrami. Ottimo pure l'acquisto al fotofinish del nazionale Cassani. Il Genoa ha scovato un paio di interessanti stranieri come Pratto e soprattutto il cileno Jorquera che si vanno a sommare ai centrocampisti Costant e Kucka ma mi lascia perplesso in difesa e in fase di impostazione, perso Milanetto, le idee sembrano latitare. Mi sa che molto dipenderà dalla vena realizzativa dell'argentino Palacio, un iradiddio, veramente imprendibile e decisivo. Alle prossime!

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