Io mi reputo una persona obiettiva, o almeno cerco sempre di esserlo, anche quando voglio parlare di persone o situazioni che conosco. Oggi voglio spendere due righe su uno scrittore, mio compagno di scuderia: Massimo Bertarelli. La sua è una storia particolare, perchè solo superati i 50 anni, ha capito di avere una vocazione letteraria, e un talento aggiungo io.
Quasi inconsapevolmente ha iniziato a raccogliere le impressioni della sua esperienza podistica, ne è nato un libro autoprodotto, anticipatore di molti articoli usciti sul suo blog, presente su wordpress (Ho corso, corro!).
Poi ci ha preso gusto e, passo per passo, è arrivata a una pubblicazione ufficiale, grazie a Nulla Die.
“Il Fosso Bianco” ha l’unico torto di essere troppo breve, quando invece ci si aspetterebbe uno sviluppo ulteriore verso la fine del romanzo, che procede invece lentamente, in una sorta di narrazione a doppio binario, un bellissimo espediente creato dall’autore. Solo alla fine capiremo, arrivati a un’inaspettata svolta noir, il legame indissolubile tra Uomo, primitivo scopritore di luoghi mitici e curioso essere desideroso di vita, e il timido e sfortunato Mino, al quale il destino sembra aver definitivamente voltato le spalle. Un libro che lascia presagire una tendenza verso il giallo (parlo con cognizione di causa
) che speriamo veder confluire in un nuovo progetto letterario, ancora più ambizioso.
Lodevole l’iniziativa di Bertarelli di devolvere il ricavato della vendita all’Associazione che si occupa di trovare fondi per combattere la piaga del Cancro, l’AIRC.
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te lo meriti Max! e ora vedi di pubblicare il secondo, che è forte. E pure io sento di avere una bella storia tra le mani! ciao